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Barche e yacht, il boom spinge anche l’occupazione

Nonostante la pandemia e una guerra nel cuore dell’Europa, l’industria nautica italiana continua a macinare buoni risultati. Siamo alla vigilia del consueto appuntamento annuale del «Satec» 2022, il tradizionale momento di incontro tra aziende del settore, imprenditori, operatori, politici, amministratori locali ed esperti si confrontano sull’industria del mare: il comparto della nautica è fiore all’occhiello del made in Italy e vera eccellenza a livello mondiale. Si lavora per dare continuità al suo sviluppo e al suo successo nel mondo. Le stime confermano una possibile crescita del fatturato globale del settore intorno a un valore di +23,8%, con un range di variazione del ±5%. Le ultime rilevazioni indicano che i dati definitivi di consuntivo 2021 (che saranno comunicati al Salone Nautico Internazionale di Genova a settembre) si attesteranno quasi certamente nella fascia superiore di stima con un fatturato complessivo che potrebbe così sfiorare i 6 miliardi di euro, tornando ai livelli massimi già raggiunti nel biennio 2007/2008. Si conferma poi la forte propensione all’export, con un tasso dell’86% della produzione di unità da diporto. Siamo leader mondiali nella produzione di superyacht (con oltre il 50% degli ordini globali) e nei settori delle imbarcazioni pneumatiche, componentistica e accessori. In particolare, abbiamo registrato un vero exploit dell’export della produzione cantieristica, che nell’anno chiuso a ottobre 2021, ha toccato il massimo valore storico di 3 miliardi di euro (dati elaborati da Fondazione Edison).

Negli ultimi anni anche il mercato interno, a lungo stagnante, ha mostrato segni di grande vitalità: sicuramente nel corso di questi due anni caratterizzati dall’emergenza pandemica tante persone si sono avvicinate per la prima volta alla nautica da diporto e alle attività del mare, che consentono per definizione il distanziamento. La vacanza in barca è stata percepita, a ragione, come sicura a bassa aggregazione e strategica per il distanziamento. Si è trattato di un vero e proprio boom, un’occasione unica che ha fatto scoprire la nautica da diporto a un gran numero di italiani e si è quindi lavorato per consolidare i risultati, anche garantendo continuità al Salone Nautico di Genova, sempre presente all’appello di espositori e visitatori, anche nel 2020. Il settore è vitale, un segnale importante sono i portafogli ordini dei cantieri italiani di yacht e superyacht, che per molti operatori coprono addirittura il prossimo triennio, e l’ottima performance dei comparti dell’accessoristica e dei motori marini. Positive anche le aspettative per l’anno nautico in corso (settembre 2021 – agosto 2022).

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