Nel 2018 sono state poco meno di 700 milioni le bottiglie di spumanti made in italy consumate, fra mercato interno e mercati esteri. Un record assoluto il valore generato all’origine in cantina per spedizioni nazionali ed esteri pari a 2,233 mld di euro. L’Italia ritorna al consumo precrisi (2009-2010) sfiorando i 200 milioni di bottiglie consumate nell’arco dell’anno, e sfiora le 500 milioni di bottiglie consumate all’estero. Il consumo è “proseccocentrico”: vale il 15% di tutto il vino italiano; vale il 65% di tutti gli spumanti italiani rappresentando il 79% dei volumi consumati.

Purtroppo c’è un ritorno alla stagionalizzazione e alla ricorrenza-eventi dei consumi in Italia, mentre all’estero si allarga il target dei consumatori, arrivando alle nuove generazioni e alla ristorazione non italiana. Resta il gap del valore, anche se negli ultimi 10 anni è quasi raddoppiato il valore finale medio di una bottiglia del sistema-universo Prosecco Docg-Doc”.

Rispetto al 2017 , il mercato globale al consumo di tutti i vini spumanti italiani, registra un +4,5% dei volumi, un +6,1% dei volumi all’estero, un +7,1% in valore totale, mentre per il Prosecco Doc l’incremento del valore totale è del +8%. Sulla buona strada, ma occorre differenziare la qualità in senso assoluto, una comunicazione sempre più topspender oriented all’estero, ma soprattutto anche in Italia nei luoghi frequentati da stranieri: la strada dell’incremento del valore unitario del Prosecco, e di tutti i vini italiani, passa in gran parte nel modello e nel format della valorizzazione diretta sul mercato, nel posizionamento su ogni singolo mercato, nella scelta del canale di consumo e come supportare questo canale in ottica e nella presentazione della valorizzazione diversificata e classificata all’interno della singola azienda. Verticalità aziendale, soddisfazione della domanda, azione e misura per ogni canale di consumo sono i pilastri per far crescere il valore della bottiglia e di tutto il settore.

L’Italia si conferma primo produttore al mondo di bollicine con uve e vini proprie, si conferma il paese con il maggior numero di vitigni utilizzati per produrre bollicine, incrementa ancor più la leadership nell’esportazione totale di casse di bottiglie nel mondo. Occorre lavorare ancora sull’aumento del numero dei paesi destinatari, sulla risposta a domande diversificate dal mondo, ad un uso più autosufficiente e autonomo delle piattaforme online incrementando comunicazione, a una presentazione mondiale delle qualità del metodo produttivo italiano rispetto ad altri.

Il Regno Unito si conferma il primo paese  al mondo consumatore di bollicine tricolori: 124 milioni di bottiglie di cui 115 di Prosecco in crescita continua anche a due cifre negli ultimi 7 anni; a seguire gli Usa che segnano un calo di volumi rispetto al 2017 del 4% ma con un aumento del fatturato dell’8% confermando 105 milioni di bottiglie di cui 79 di Prosecco; stabile la Germania con 35 milioni di bottiglie consumate nel 2018, di cui 25 di Prosecco. Un pò di calo in Canada ed in Cina, compensati da un nuovo exploit in Francia del Prosecco ed un trend in crescita nei paesi Scandinavi.

Infine la prima stima anno 2018 del fatturato/giro d’affari globale di tutte le bollicine spumeggianti italiane stappate e consumate in Italia e nei vari paesi del mondo ammonta a 4,9 miliardi di euro. Nuovo record, segno che al consumo il prezzo della bottiglia di Prosecco è ben posizionato, molto alto.